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- Un giorno con Manina
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La Regione "SAVA"

( clicca qui per vedere il video che ha partecipato "alle falde del kilimangiaro "
con Alex-Marco e Luigi )

La regione SAVA (Sambava-Antalaha-Vohemar-Andapa) si trova a Nord Est del Madagascar ed è una delle zone più ricche del paese per via della rigogliosità del territorio che permette la produzione della vaniglia, la cui indiscussa qualità è una delle migliori al mondo, il cacao, il caffè, le spezie ecc...
Intraprendere un viaggio in questa regione significa mettere in conto di non trovare sempre bel tempo perché è una delle zone più umide come del resto tutto l'Est del Madagascar e il mare, su questa costa, mostra tutta la forza dell'Oceano indiano.
Quest'anno la sosta nella capitale è stata di brevissima durata poiché arrivati di mattino in aeroporto abbiamo avuto solo il tempo di sbrigare alcune formalità, cambiare gli Euro in Franchi Malgasci e incontrare alcuni amici. A proposito, quest'anno era l'ultimo nel quale i franchi malgasci avevano corso legale, ormai L'Ariary e' una realtà (e si teme "l'effetto Euro" per gli arrotondamenti di questa moneta che vale cinque volte l'ormai semi-pensionato franco malgascio).E' doveroso ricordare inoltre che quest'anno il franco malgascio e' stata una moneta che ha subito una svalutazione spaventosa passando da un cambio di 7000 fmg per euro a più di 12000 (con massimi a 15-16000) e questo si e' ripercosso sul prezzo dei beni d'importazione, i carburanti e tanto ancora e chi c'e' andato di mezzo come purtroppo accade in questi casi e' la popolazione, soprattutto quella più povera che ha visto raddoppiare il costo di un kg di riso, l'alimento principale della dieta malgasci...provate ad immaginare le conseguenze per chi già da prima lottava per sfamare se stesso e la propria famiglia ora in che condizioni si e' ritrovato!
Per il turista europeo va però di lusso e l'euro ha un potere d'acquisto maggiore.
Tana' e' una città che si sta sviluppando e ogni anno si vedono nuove costruzioni e strade accanto alle vecchie baracche di chi non sente proprio il progresso che bussa alle porte di chi se lo può permettere...
Ma torniamo al nostro viaggio e partiamo per Nosy be che sarà il punto di partenza e d'arrivo del tour che stiamo per svolgere.
L'arrivo a Nosy be mi riempie d'emozione perché sto per andare a vedere il risultato di un duro lavoro e parecchio impegno..."Chez Alex"!ed Heri, il responsabile malgascio mi fa da cicerone per spiegarmi i mille problemi che ha dovuto affrontare...in Madagascar non e' tutto semplice come può sembrare, anzi, molte volte sono le piccole cose che fanno impazzire chi non e' preparato! Ed ecco li, due bungalow sono quasi finiti......e sono degni delle migliori attese! Stile Vazha-Gasy come si potrebbe definirli...insomma caratteristici con uno stile malgascio e le piccole comodità che un europeo vuole...perfetti per il mio punto di vista.
Dopo qualche giorno passato a lavorare ai bungalow ecco arrivato il momento di partire per il tour con i miei compagni di viaggio di quest'anno (che poi lo erano anche dell'anno scorso..) : Marco e Luigi, due personaggi pazzerelli, avventurosi ,con spirito d'adattabilità e che nonostante la mancanza della piena padronanza del francese (un po' alla Toto diciamo...) hanno socializzato con tanta gente....e questo significa che certe barriere si possono superare se si ha la volontà di farlo!..la trovo una cosa molto bella.
Andiamo quindi a prendere il traghetto a Hell Ville per spostarci ad Ankify sulla grande terra dove troviamo una mia vecchia conoscenza: Alizene, un malgascio che ha passato qualche in Inghilterra e parla bene l'inglese, il francese,un po' di tedesco e prova ora con l'Italiano. Con lui c'e' il fedele autista Taina che lo accompagna nei tour che richiedono un cambio alla guida. La vista di questa coppia d'articoli mi fa tornare alla mente un bellissimo tour fatto due anni fa da Tana' a Diego con una jeep dell'anteguerra...ma e' ancora lei!Sì ,rimessa a nuovo ...chissà se e' solo l'apparenza..mah!
Via allora! Si parte verso Ambilobe,prima tappa prima di una lunga pista chi ci porterà ad Est. Si passa da Ambanja e qui la natura e' tra le più belle del Nord.Si vedono i segni del recente ciclone Gafilo che ha spezzato in due alberi enormi e sfollato innumerevoli famiglie dalle case...anche ad Est (zona particolarmente esposta ad eventi di questo genere) toccheremo posti dove si e' sviluppata tutta la furia del ciclone passato la scorsa primavera.
Dopo la notte ad Ambanja partiamo verso Anthala sulla costa Est ma siamo ancora ignari delle condizioni della pista che ci aspetta.Dopo alcuni km di buche ci guardiamo in faccia e ci chiediamo "ma sarà tutta così?"...no!...la verità e' che sarà peggio!..il tutto per 160 km di "rimescolamento" sulla nostra vecchia ma "robusta" jeep. Certo la strada e' dura ma e' proprio in queste zone che si e' a contatto con quel Madagascar dei villaggi isolati dove la vista di un vazha (un bianco) e' un evento e la fermata in un villaggio diventa pretesto d'incontri singolari e simpatici di gente interessata alla conoscenza di persone così diverse. A Daraina, un villaggio a metà strada ci fermiamo per un pranzo in un ristorantino semplice che però ci offre una delle carni di zebù migliori che ho mangiato in Madagascar...ci siamo trovati bene quindi ripasseremo al ritorno!..anche perché la telecamera con il filmato girato qualche ora prima e' un pretesto per quasi una piccola festa per i presenti nel ristorante
Il filmato riguardava un matrimonio contemporaneo di tre sorelle sulla strada: un trattore, anticipato da gente in festa che cantava, portava le tre sorelle con i mariti a sfilare tra un villaggio all'altro.Una semplicità estrema ma un'allegria immensa che colpisce chi ne viene a contatto.Altro incontro interessante e' stato quello con i villaggi dei cercatori d'oro che pazientemente setacciavano le acque di un fiume in cerca di alcune pagliuzze lucenti...una vita estremamente dura.
Ci vuole un giorno per attraversare la pista che ci conduce a Est. Quando sta per calare il sole comincia su questa strada la "sfilata dei camaleonti" che si sporgono dalle piante per prendere gli ultimi raggi di sole...e ce ne sono davvero tanti di tutti i colori possibili immaginabili....e' una gara per chi ne avvista di più!
Cala la sera e la meta sembra non arrivare mai. Non ci sono luci sull'ultimo altopiano che stiamo attraversando se non quelle di una delle stellate più belle che io non abbia mai visto.
Arriviamo finalmente a Vohemar "colorati della" polverosa terra rossa del Madagascar ...stanchi ma felici per la stupenda giornata.
A Vohemar e' d'obbligo la visita al lago sacro , un lago verde per via dei riflessi che le alghe gli donano.
Ci fa da guida un vecchio conosciuto in città che, con l'esperienza dei suoi anni, ci istruisce sulle leggende che il lago racchiude. In questa zona sembra di essere in un paesaggio tipicamente del Europa settentrionale con grandi pascoli di erba verde dove pero' risiedono mandrie di zebù. Qui la natura e' forte e si e' attorniati da piante e colori sgargianti. Questa rigogliosità e' data del clima particolarmente piovose dell'est del Madagscar e sebbene non siamo in una stagione particolarmente umida il sole non e' una costante....anzi!
Continuiamo il nostro viaggio verso Sambava che con Antalaha rappresenta uno dei centri più importanti della produzione della vaniglia...e lo si sente per le vie che profumano di questa fragranza che si mischia al profumo del mare che qui e' agitato e mostra tutta la sua forza.
La strada verso Antalaha e' ricca di sconfinate piantagioni di noci di cocco. Qui le condizioni di questa sono molto buone a parte qualche chilometro che e' in rifacimento e ci muoviamo abbastanza velocemente.
Antalaha e' solo di passaggio perché noi miriamo ad arrivare alla penisola del Masoala. Il tempo per contattare la guida Angap e siamo già in viaggio per cap est, un punto dal quale e' possibile accedere al parco. La strada che ci separa non e' molta ma si rivela difficile. Nonostante ciò siamo proiettati in una zona molto caratteristica.:i villaggi sono situati in una natura che li avvolge e a pochi metri da essi c'e' il mare...per attraversare i fiumi si sale con la jeep su zattere tirate con una corda da un capo all'altro...e qui si creano code che non hanno tempi precisi... e infatti cala il sole e siamo ancora fermi ad aspettare un passaggio. Passa il tempo e finalmente arrivano i traghettatori che si fanno pagare la tariffa notturna per il servizio.Ci fermiamo a questo punto in un ristorantino subito dopo aver guadato il fiume.Una vecchietta ci accoglie nella sua umile baracca dove ci offre quel poco di riso che gli era rimasto perché non si aspettava più altri clienti. Siamo comunque felici di cenare in maniera così frugale a lume di candela perché c'e' un'atmosfera incredibile di pace e armonia con tutto ciò che ci circonda....
Questi villaggi sono stati colpiti appieno dalla furia del ciclone Gafilo che ha spazzato letteralmente tutto...un evento del quale oggi si vedono chiaramente i segni....qui i villaggi sono isolati ed e' difficile raggiungerli...incontriamo una camionetta con uno stemma che rivela la presenza di aiuti umanitari...una goccia nel mare ma per fortuna c'e'!
Ecco finalmente cap-est: qui un villaggio si e' attrezzato con semplici bungalow che accolgono i turisti che arrivano o partanto per la traversata del Masoala.Per fare ciò però occorrono almeno 4-5 gg . Noi ci limitiamo ad un'escursione in giornata e facciamo visita ad una foresta martoriata dal ciclone (o sarebbe meglio dire degli ultimi tre cicloni che hanno colpito questa zona!) dove scopriamo le bellissime piante carnivore del Madagascar e alcuni uccelli dai colori sgargianti. Vorremmo continuare fino ad addentrarci di più ma il ciclone ha stravolto alcune parti del territorio e il passaggio risulta ora coperto d'acqua...e caimani.....forse meglio rinunciare.
Siamo rimasti un po' delusi perché ci sarebbero delle cose meravigliose da scoprire in questa penisola....ma per fare questo e' necessario programmare una vacanza con più giorni dedicati a questo.....beh,e' l'idea per una vacanza futura!
Tornati al villaggio, mentre prepariamo le nostre cose siamo attirati da una piccola bambina vestita di stracci, magra da far paura, che prende qualcosa per la strada e se lo infila in bocca...di fretta prendo un pacco di biscotti e delle caramelle e mi dirigo verso di lei e cerco di chiamarla con qulache parola di malgascio sgrammaticato che attira anche l'attenzione di altre persone incuriosite. Si ferma e si gira verso di me. La raggiungo e noto il suo visino tirato come un elastraico che mastica chissa' cosa. Ho i fronte a me un piccolo scheletro e non riesco a pronunciare parola...gli do quel poco che avevo tra le mani e gli metto una mano sulla spalla...mio Dio quasi riesco a chiudere la mano dalla magrezza di questa bimba che non mi dice nulla e rimane con i suoi occhioni sbarrati verso di me....mi si stringe il cuore...come e' possibile questo? ...e come lei chissa quanti sono nelle sue condizioni, isolati e abbandonati....non e' la prima volta che vedo queste cose in madagascar ma non mi e' possibile abituarmici....non devono esistere situazioni cosi'!!
Iniziamo quindi il ritorno verso il Nord ma prendiamo la strada che ci porta verso Andapa, nel cuore della foresta pluviale del Marojejy dove passeremo due giorni. In queste zone i visi delle persone richiamano lineamenti orientali e la conformazione fisica e' piuttosto minuta e bassa....sembrano di un'altro popolo confrontandone i lineamenti con la nostra guida della stirpe dei Sakalava che richiama invece molto di più l'Africa.
Addentrarsi nella foresta del marojejy comporta la consapevolezza di andare incontro a camminate piuttosto faticose perché il clima qui e' bizzarro e continua al alternarsi pioggia con sprazzi di un timido sole, quindi si può incappare in sentieri fangosi con sanguisughe , guadare fiumi ecc..
In due giorni arriviamo fino al 2° campo in una natura avvolgente e ricca, tra lemuri che stentano a farsi vedere perché non propriamente abituati all'uomo e villaggi ai bordi della foresta con risaie che richiamano alcuni paesaggi asiatici tipo Vietnam. Un'esperienza bellissima che non fa pesare alcuni disagi ampiamente ripagati da ciò che ci circonda.
Lasciamo questo stupendo parco per riprendere la strada del ritorno verso Vohemar.
A volte capita che proprio durante gli spostamenti si facciano gli incontri più interessanti e pittoreschi; un esempio e' stato quando ci siamo imbattuti in una cerimonia dedicata al sacrificio dello zebù.
E' stato grazie alla nostra guida Alizene che abbiamo notato un folto gruppo di persone che festanti stavano in attenta osservazione verso quella che era la rituale uccisione di alcuni zebù per un antico rito propiziatorio verso gli antenati (la cultura ancestrale e' ancora molto sentita in Madagascar). All'inizio ci siamo avvicinati con una sorta di timore riverenziale , anche perché in questi riti ci sono dei fady (taboo) che vanno rispettati e non si possono per esempio scattare foto prima di alcuni gesti che compie la persona che presiede la cerimonia. Siamo comunque accolti con entusiasmo fino a diventare l'attrazione principale della festa e veniamo invitati ad unirci a loro per bere una bevanda alcolica e mangiare riso con lo zebù...e' stata un'esperienza tanto inaspettata quanto profonda perché ci siamo sentiti a contatto diretto con la cultura della popolazione di questa zona....difficile da raccontare l'emozione provata.
Sambava,Vohemar e poi altri 160 km di pista a ritroso fino ad Ambilobe per proseguire verso Diego Suarez. Sono stato già due anni fa a Diego e se devo essere sincero la trovo come una città che si e' raffreddata un po'.. sembra che abbia perso parte della propria identità per fare spazio ad un'europeizzazione forzata...questo per quanto riguarda il centro della città.
Ma la bellezza di questa zona sta nei dintorni e una delle escursioni più belle e' quella che decidiamo di fare al mare di smeraldo.Non ci poteva essere nome pi azzeccato per un mare di tale colore ravvivato da coralli e pesci dai colori sgargianti. Per arrivare al mare di smeraldo si passa da Ramena, una spiaggia che si popola nel fine settimana da parte dei locali. Al ritorno dal mare di smeraldo ci fermiamo sulla spiaggia di Ramena a goderci la calma e la quiete conoscendo qualche persona locale e come sempre tanti bambini che rendono vivo ogni posto in Madagascar.....
Ci fermiamo qui a Ramena a mangiare del pesce appena pescato da un ragazzo sulla spiaggia in un'atmosfera che definirei di "armonia perfetta".
Torniamo a Diego Suarez per muoverci verso il parco della montagna d'ambra prima e l'Ankarana poi. La montagna d'Ambra dalla quale si accede da Jofreville (ex località di villeggiatura dei coloni francesi per via dell'aria fresca) mostra una natura rigogliosa e una passeggiata al suo interno e' una piacevole giornata...tra l'altro si possono osservare i camaleonti più piccoli al mondo lunghi un paio di cm e non facili da vistare se non si e' guidati da occhi esperti.
L'Ankarana e' una foresta più secca e al suo ingresso ci troviamo delle capanne malgasce adibite a bungalow per turisti dove passiamo la notte perché abbiamo deciso di partire la mattina seguente per una lunga camminata verso i grandi tsinghy ( formazioni carsiche a guglie appuntite ). 8 ore di cammino tra andata e ritorno sotto un sole caldissimo che però non ci distoglie dall'attenzione verso gli incontri con i lemuri , le manguste , i camaleonti e gli uccelli che popolano questa foresta.
L'Ankarana e' stata l'ultima tappa prima di tornare ad Ankify per riprendere la barca verso Nosy Be...un'altro fantastico tour e' così terminato e ci ha donato emozioni forti che difficilmente dimenticheremo.Salutiamo i nostri amici con un po' di malinconia e la jeep che ha perso due ammortizzatori nel viaggio (ma non si ferma mai!...o quasi)....ma siamo sicuri che questo e' solo un "arrivederci alla prossima" e non un addio!